DOMUS 2020. Tecnologie edilizie a confronto. Una casa sana traspirante

DOMUS 2020. UNA CASA SANA: PERMEABILITA’ AL VAPORE

Continuando nell’analisi dei sistemi costruttivi, approfondiamo l’importantissimo aspetto della salubrità degli ambienti confinati e di come l’involucro possa giocare un ruolo fondamentale, soffermermandoci in particolare, sulla Permeabilità al vapore.

Permeabilità al vapore

Scarsa traspirabilità, elevati livelli di umidità, muffe, composti organici volatili VOC e campi elettromagnetici artificiali, concorrono alla formazione di quello che viene definito inquinamento indoor, altrettanto dannoso di quello esterno.

I disturbi generati da questa condizione tossica, che produce ambienti malsani, rientrano nella sindrome da edificio malato, definita dagli studiosi americani come “sick building syndrome”, e riconosciuta dall’OMS come causa invalidante.

Per comprendere meglio, l’importanza della traspirabilità dell’involucro in edifici fortemente ermetici come gli nZEB, ricordiamo che una famiglia di quattro componenti, può produrre una quantità di umidità al giorno stimata in 15/20 kg  (UNI EN 15251) che, se non smaltita, si accumula quotidianamente, generando importanti problematiche quali:
  1. Scarso confort per il tasso elevato di umidità
  2. Muffe antiestetiche, terreno di coltura di elementi nocivi
  3. Danni agli arredi
  4. Danni all’involucro, con decadimento delle prestazioni
  5. Deprezzamento dell’immobile, e oggetto di contenziosi per danno biologico e materiale
E’ quindi evidente, che l’obiettivo più importante da raggiungere, al pari di quello termoacustico, è ottenere un’involucro che abbia elevate capacità intrinseche di permeabilità al vapore.

A tal scopo, alleghiamo un’infografica di materiali utilizzati nelle tecnologie che abbiamo analizzato, corredati dal valore di permeabilità (con l’aumentare di µ diminuisce la permeabilità) rappresentato da un’intervallo, essendo variabili le sottotipologie di prodotti.

Assolutamente indispensabile, come sottolineato da avanzati studi dell’ASHRAE (American Society of Heating, Refrigeration and Air Conditioning Engineers), è anche il costante ricambio e pulizia dell’aria in entrata, garantito dalla presenza di un’impianto di ventilazione climatica a recupero energetico VMC. Questi sistemi automatici, contribuiscono enormemente al risparmio (recuperano fino ad un 90/95% di energia) e assicurano inoltre, ambienti dall’umidità controllata, assenze di muffe e fastidiosi fenomeni di aria viziata.

Ed infine, ma non per importanza,  filtraggio dalle polveri in sospensione che rappresentano la principale causa di inquinamento urbano (fonte LEGA AMBIENTE / ARPA Emilia-Romagna).

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2018-11-18T18:10:47+02:00 6 Novembre 2017|Domus 2020|0 Commenti